Analisi comparative e ricostruzioni certificate per una corretta archeologia sperimentale: scorpioni e baliste romane per la cultura meccanica di epoca imperiale

Il progetto SCORPiò-NIDI è un’iniziativa di ricerca interdisciplinare volta a indagare le fortificazioni settentrionali dell’antica Pompei e le evidenze balistiche lasciate dalle macchine d’assedio romane durante l’assedio dell’89 a.C. Lo studio integra rilievi digitali, modellazione computazionale, archeologia sperimentale e tecniche di visualizzazione per documentare, analizzare e interpretare i crateri d’impatto prodotti da proiettili in pietra e dardi con punta metallica.
Acquisizioni 3D ad alta risoluzione e processi di reverse engineering hanno consentito la ricostruzione delle traiettorie dei proiettili, delle velocità d’impatto e dei meccanismi di trasferimento dell’energia, supportando la morfometria ipotizzata e il funzionamento delle antiche macchine da guerra. Simulazioni meccaniche e analisi comparative con trattati storici hanno fornito una validazione quantitativa dei risultati. Il progetto ha inoltre sviluppato modelli digitali interattivi, animazioni e strumenti di visualizzazione per favorire la diffusione della conoscenza e il coinvolgimento del pubblico. Combinando dati archeologici, analisi ingegneristiche e strategie di interazione uomo–computer, la ricerca dimostra il potenziale delle tecnologie digitali nel migliorare lo studio, l’interpretazione e la comunicazione del patrimonio culturale.
Il raggiungimento degli obiettivi scientifici e di divulgazione del progetto SCORPiò-NIDI è stato reso possibile dalla stretta integrazione di competenze provenienti da diversi ambiti disciplinari. Questa sinergia non è stata meramente strumentale, ma ha rappresentato un elemento strutturale del quadro metodologico del progetto, consentendo un approccio realmente interdisciplinare allo studio delle ricostruzioni degli assedi romani.

Le competenze nel rilievo e nella rappresentazione del patrimonio
Hanno svolto un ruolo chiave nel tradurre le evidenze materiali e i dati numerici in modelli geometrici affidabili e comprensibili. Attraverso rilievi fotogrammetrici e modellazione 3D ad alta precisione, le tracce balistiche sulle mura di Pompei e le macchine d’assedio sono state trasformate in rigorosi modelli digitali che integrano dimensioni metriche, morfologiche e interpretative. Questa competenza ha garantito coerenza tra dati reali, ricostruzione digitale e narrazione visiva, fungendo da ponte tra analisi scientifica e comunicazione.
Il contributo dell’Ingegneria meccanica
E’ stato centrale per l’interpretazione fisico-meccanica delle evidenze archeologiche. Attraverso analisi balistiche, modellazione numerica e simulazioni computazionali, gli specialisti hanno ricostruito le condizioni di tiro, le traiettorie dei proiettili e l’energia d’impatto, fornendo parametri quantitativi essenziali per comprendere il funzionamento delle macchine d’assedio romane e per validare le ipotesi ricostruttive derivate dalle fonti storiche e dai resti materiali.


Le competenze informatiche
Hanno reso possibile la valorizzazione e la diffusione dei risultati attraverso la progettazione e l’implementazione di una piattaforma software dedicata alla fruizione degli artefatti digitali. Gli specialisti IT hanno sviluppato soluzioni web per la visualizzazione 3D interattiva, la creazione di contenuti e l’accesso a materiali multimediali, garantendo usabilità, scalabilità e accessibilità. In questo modo, i risultati della ricerca sono stati trasformati in risorse digitali accessibili a pubblici diversi, senza sacrificare la trasparenza metodologica.
Informazioni sul progetto
Il progetto SCORPiò-NIDI ha avuto una durata di due anni ed terminato a febbraio 2026. E’ stato finanziato dal Ministero della Università e della Ricerca attraverso i fondi PRIN 2022. Alla sua realizzazione hanno partecipato le seguenti Unità di Ricerca:
- Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” (capofila)
- Politecnico di Milano
- Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”

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Politecnico di Milano

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Università di Bologna

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